<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Italk2much.com &#187; Organizzazione</title> <atom:link href="http://italk2much.com/tag/organizzazione/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://italk2much.com</link> <description>Appunti per studenti, riassunti, tesine di maturità e libri usati.</description> <lastBuildDate>Tue, 23 Mar 2010 14:03:54 +0000</lastBuildDate> <generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <item><title>Organizzazione aziendale 3</title><link>http://italk2much.com/document-5686-organizzazione-aziendale-3.html</link> <comments>http://italk2much.com/document-5686-organizzazione-aziendale-3.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 16 Oct 2009 19:10:10 +0000</pubDate> <dc:creator>Lika</dc:creator> <category><![CDATA[Appunti]]></category> <category><![CDATA[aziendale]]></category> <category><![CDATA[Organizzazione]]></category><guid isPermaLink="false">?p=5916</guid> <description><![CDATA[Riassunto del capitolo 7 di un testo di organizzazione aziendale: i modelli normativi, i principi di organizzazione.(documento doc 15 pagg.) Anteprima dell&#8217;appunto II VII. I MODELLI NORMATIVI Pag. 179 Fin qui gli studiosi hanno provato a spiegare le differenze tra sistemi organizzativi, differenze non considerate da Weber. Si ? cos? giunti ad un [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Riassunto del capitolo 7 di un testo di organizzazione aziendale: i modelli normativi, i principi di organizzazione.(documento doc 15 pagg.)<br /> Anteprima dell&#8217;appunto</p><p> II VII. I MODELLI NORMATIVI Pag. 179 Fin qui gli studiosi hanno provato a spiegare le differenze tra sistemi organizzativi, differenze non considerate da Weber. Si ? cos? giunti ad un ottimo livello descrittivo, senza per? entrare nel <span id="more-5686"></span>merito della progettazione razionale delle strutture, che venivano assunte come un dato o venivano spiegate deterministicamente in base a dimensioni o tecnologia. Ora si prova ad entrare nella normativit? delle conclusioni raggiunte: queste, cio?, diventano base dell&#8217;operare concreto all&#8217;interno delle organizzazioni, possono essere &ldquo;insegnate&rdquo;. Molto spesso questo deriva da esperienze vissute. I &ldquo;principii&rdquo; di organizzazione Henry Fayol: Per Fayol tutta la vita di un&#8217;impresa pu? essere condensata in 6 insiemi di operazioni fondamentali: Operazioni tecniche Operazioni commerciali Operazioni finanziarie Operazioni di sicurezza Operazioni di contabilit? Operazioni direttive Queste classi rappresentano anche funzioni essenziali di ogni organizzazione. E&#8217; la funzione direttiva che determina gli obiettivi da raggiungere e le modalit? di azione necessarie per il loro conseguimento. Il dirigere ? quindi sintesi del programmare (orientare l&#8217;azione verso il futuro), dell&#8217; organizzare, del comandare (gestione del personale), del coordinare (tutti gli sforzi dei diversi rami dell&#8217;organizzazione devono convergere verso un fine comune) e del controllare (conformit? dei singoli comportamenti agli ordini impartiti) La funzione direttiva viene distinta dalle altre anche per il suo oggetto, che ? dato dal corpo sociale, non da materia inanimata. Fayol isola, tra i molti, una serie di principii che stanno alla base di una efficace attivit? direzionale, prendendoli dalla sua esperienza diretta: Ripartizione del lavoro Autorit? Disciplina Unit? di comando Unit? di direzione Subordinazione degli interessi particolari all&#8217;interesse generale Remunerazione Centralizzazione Gerarchia Ordine Equit? Stabilit? del personale Iniziativa Coesione del personale La divisione del lavoro (in senso verticale e orizzontale) ? un fatto naturale, per Fayol, che consente di aumentare la produttivit? mantenendo costanti le energie impiegate. Dedicandosi solo ad un&#8217;attivit? specifica, si aumenta la precisione, la velocit? e l&#8217;abilit?. La regola della unit? di comando (per ogni azione un addetto deve ricevere ordini da un solo capo) ? fondamentale per il mantenimento della disciplina. Non ? possibile che due capi esercitino direttamente l&#8217;autorit? sulla stessa persona, per Fayol. Questa visione ? stata superata a vantaggio di una maggiore coerenza con gli obiettivi gestionali dell&#8217;impresa. Fayol non prende in considerazione l&#8217;ambiente esterno. La centralizzazione ? paragonata al sistema nervoso centrale, che raggiunge tutte le derivazioni periferiche. Fayol dice di non esagerare in questo senso, ma ? lontano dal moderno decentramento. La gerarchia ? direttamente discendente dalla necessit? di articolare l&#8217;organizzazione in livelli. Pe</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://italk2much.com/document-5686-organizzazione-aziendale-3.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Organizzazione, gestione e sistema informativo</title><link>http://italk2much.com/document-5389-organizzazione-gestione-e-sistema-informativo.html</link> <comments>http://italk2much.com/document-5389-organizzazione-gestione-e-sistema-informativo.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 30 Sep 2009 09:09:44 +0000</pubDate> <dc:creator>Lika</dc:creator> <category><![CDATA[Appunti]]></category> <category><![CDATA[gestione]]></category> <category><![CDATA[informativo]]></category> <category><![CDATA[Organizzazione]]></category> <category><![CDATA[sistema]]></category><guid isPermaLink="false">?p=5916</guid> <description><![CDATA[Appunti di teoria sull&#8217;organizzazione, sulla gestione e sul sistema informativo Anteprima dell&#8217;appunto 1 L’attività industriale Le aziende industriali svolgono una attività di produzione diretta rivolta alla trasformazione materiale (o fisico tecnica) di determinati beni o servizi, detti fattori produttivi, in altri beni (prodotti finiti e servizi), il cui valore è maggiore rispetto a quello [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Appunti di teoria sull&#8217;organizzazione, sulla gestione e sul sistema informativo<br /> Anteprima dell&#8217;appunto</p><p>1 L’attività industriale Le aziende industriali svolgono una attività di produzione diretta rivolta alla trasformazione materiale (o fisico tecnica) di determinati beni o servizi, detti fattori produttivi, in altri beni (prodotti finiti e servizi), il cui valore è maggiore rispetto a quello dei singoli fattori trasformati. Tali aziende acquisiscono i fattori produttivi e li combinano opportunamente, in modo da realizzare il massimo rendimento possibile. Acquisizione materie prime ><span id="more-5389"></span> Trasformazione fisico tecnica >  Prodotti Finiti Il risultato dell’attività produttiva può essere costituito da: beni finali, destinati all’utilizzo di un consumatore finale, o beni intermedi, rappresentati da semilavorati che verranno usati per   lavorazioni. 2 La classificazione delle aziende industriali. In relazione al ramo di attività in cui operano, le aziende possono distinguersi in: alimentari, tessili e dell’abbigliamento, delle pelli, del cuoio e delle calzature, dell’arredamento, meccaniche, metallurgiche, petrolchimiche e della carta e poligrafiche.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://italk2much.com/document-5389-organizzazione-gestione-e-sistema-informativo.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Organizzazione di una S.p.A.</title><link>http://italk2much.com/document-3263-organizzazione-di-una-spa.html</link> <comments>http://italk2much.com/document-3263-organizzazione-di-una-spa.html#comments</comments> <pubDate>Fri, 17 Apr 2009 09:04:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Lika</dc:creator> <category><![CDATA[Appunti]]></category> <category><![CDATA[Organizzazione]]></category><guid isPermaLink="false">?p=5916</guid> <description><![CDATA[Descrizione dell&#8217;organizzazione di una societ per azioni di diritto per le superiori ( 2 Pag &#8211; Formato Word ) Anteprima dell&#8217;appunto LA costituzione della societa&#8217; per azioni L&#8217;ORGANIZZAZIONE DELLA SOCIETA&#8217; PER AZIONI 1)Gli organi speciali In ogni spa devono esserci tre organi speciali: l&#8217;assemblea degli azionisti, che nomina gli altri organi e ha [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Descrizione dell&#8217;organizzazione di una societ per azioni di diritto per le superiori ( 2 Pag &#8211; Formato Word )<br /> Anteprima dell&#8217;appunto</p><p> LA costituzione della societa&#8217; per azioni L&#8217;ORGANIZZAZIONE DELLA SOCIETA&#8217; PER AZIONI 1)Gli organi speciali In ogni spa devono esserci tre organi speciali: l&#8217;assemblea degli azionisti, che nomina gli altri organi e ha altre competenze; gli amministratori, ai quali <span id="more-3263"></span>spetta la gestione dell&#8217;impresa sociale; i sindaci, che devono controllare gli amministratori. 2)L&#8217;assemblea L&#8217;assemblea ordinaria L&#8217;assemblea ordinaria deve essere convocata dagli amministratori almeno una volta l&#8217;anno entro 4 o 6 mesi dalla chiusura dell&#8217;esercizio sociale per approvare il bilancio e per deliberare se e quanti utili distribuire agli azionisti. L&#8217;assemblea ordinaria nomina e revoca gli amministratori e i sindaci, ne determina il compenso e decide si esperire l&#8217;azione di responsabilità nei loro confronti. Infine, l&#8217;ass. ordinaria delibera sugli oggetti attinenti alla gestione dell&#8217;impresa sociale riservati alla sua competenza dall&#8217;atto costitutivo o sottoposti al suo esame dagli amministratori. Nell&#8217;assemblea ordinaria hanno diritto di voto solo le azioni ordinarie, mentre hanno il diritto di partecipare anche le azioni a voto limitato. L&#8217;assemblea ordinaria e l&#8217;esercizio dell&#8217;impresa sociale Una volta nominati gli amministratori diventano completamente autonomi nella gestione dell&#8217;impresa sociale e non sono tenuti a seguire le istruzioni dell&#8217;assemblea. Solo se gli amministratori reputano opportuno interpellarla, l&#8217;assemblea potrà discutere su singoli atti di gestione dell&#8217;impresa sociale. L&#8217;atto costitutivo può riservare all&#8217;assemblea la decisione relativa al compimento di determinati atti di gestione. Poiché gli amministratori vengono nominati dall&#8217;azionista o dal gruppo di azionisti che hanno il maggior pacchetto azionario, significa che gli azionisti estranei al gruppo di comando non hanno la possibilità di intervenire sulla gestione dell&#8217;impresa sociale: possono solo prendere conoscenza dei risultati di questa gestione tramite l&#8217;esame del bilancio presentato annualmente dagli amministratori. L&#8217;assemblea straordinaria L&#8217;assemblea straordinaria deve essere convocata ogni volta che è necessario deliberare su modificazioni dell&#8217;atto costitutivo, sull&#8217;emissione di obbligazioni, sulla nomina e sui poteri dei liquidatori, sulla proposta di concordato preventivo o di amministrazione controllata. All&#8217;ass. straordinaria hanno diritto di partecipare e votare le azioni ordinarie e le azioni privilegiate a voto limitato. L&#8217;atto costitutivo può essere modificato a maggioranza. Il diritto di recesso Il diritto di recesso viene attribuito (è a loro favore) agli azionisti assenti nell&#8217;assemblea o ai dissenzienti (che hanno votato contro la modifica) se vi sono state modifiche nell&#8217;atto costitutivo ritenute particolarmente gravi. Tali modifiche sono: 1) cambiamento dell&#8217;oggetto sociale (cambiamento attività che si vuole svolgere); 2) trasferimento della sede sociale all&#8217;estero; 3) trasformazione della spa in un altro tipo di società. L&#8217;azionista che recede ha diritto di ottenere il</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://italk2much.com/document-3263-organizzazione-di-una-spa.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Organizzazione aziendale 4</title><link>http://italk2much.com/document-2040-organizzazione-aziendale-4.html</link> <comments>http://italk2much.com/document-2040-organizzazione-aziendale-4.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 22 Oct 2008 02:10:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Lika</dc:creator> <category><![CDATA[Appunti]]></category> <category><![CDATA[aziendale]]></category> <category><![CDATA[Organizzazione]]></category><guid isPermaLink="false">?p=5916</guid> <description><![CDATA[Riassunto del capitolo 8 di un testo di organizzazione aziendale: ambiente ed incertezza, ambiente oggettivo. (documento doc 6 pagg.) Anteprima dell&#8217;appunto II VIII. AMBIENTE ED INCERTEZZA Pag. 247 Azienda vista come SISTEMA bisogna definire ci? che ? &#8220;altro&#8221; rispetto a tale sistema AMBIENTE. I &#8220;livelli&#8221; di ambiente: il concetto di &#8220;ambiente transazionale&#8221; 1) [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Riassunto del capitolo 8 di un testo di organizzazione aziendale: ambiente ed incertezza, ambiente oggettivo. (documento doc 6 pagg.)<br /> Anteprima dell&#8217;appunto</p><p> II VIII. AMBIENTE ED INCERTEZZA Pag. 247 Azienda vista come SISTEMA bisogna definire ci? che ? &ldquo;altro&rdquo; rispetto a tale sistema AMBIENTE. I &ldquo;livelli&rdquo; di ambiente: il concetto di &ldquo;ambiente transazionale&rdquo; 1) <span id="more-2040"></span>AMBIENTE GENERALE: impatto solo potenziale ed indiretto sulla gestione e sull&#8217;organizzazione dell&#8217;impresa; i suoi elementi rilevanti sono: aspetti culturali aspetti tecnologici aspetti educativi aspetti politici aspetti legali aspetti naturali aspetti demografici aspetti sociologici aspetti economici Spesso questi aspetti sono interconnessi problemi per l&#8217;impresa che deve prevenirli (es. Ecologia ed en. nucleare) L&#8217;impresa deve raccogliere ed elaborare informazioni sull&#8217;ambiente, che non ? in contatto diretto con essa, ma ? direttamente rilevante. 2) AMBIENTE SPECIFICO: ? unico per ciascuna impresa, perch? si definisce in corrispondenza delle scelte che questa compie circa la combinazione produttiva, le tecnologie usate, etc. L&#8217;impresa, infatti, disegna un proprio &ldquo;dominio&rdquo; all&#8217;interno del quale si collocano gli individui/istituti con i quali realizza scambii di risorse. Per questo ? chiamato anche AMBIENTE TRANSAZIONALE. Importanti sono anche le informazioni che l&#8217;impresa ottiene sullo stato dell&#8217;ambiente nel quale opera: queste possono derivarle dalle transazioni, dalle quali l&#8217;impresa apprende. L&#8217;impresa focale pu? giocare un ruolo attivo nel suo ambiente: sceglie la transazione che vuole operare col suo ambiente, e pu? operare cambiamenti su classi omogenee di transazioni (es. Mercato, fornitori) da ci? deriva la sua efficacia. L&#8217;efficienza dipende dalla forma di governo pi? idonea adottata. L&#8217;impresa si muove nello SPAZIO dell&#8217;ambiente transazionale, con movimenti determinati dai vincoli economici, dall&#8217;efficacia del processo di apprendimento e dalle risorse accumulate disponibili (materiali ed immateriali). Contemporaneamente si muove lungo quel CONTINUUM di forme di org. interna ed esterna che assicurano un governo efficiente della transazione. La VELOCITA&#8217; di movimento tra diversi ambienti transazionali ? negativamente correlata alla specificit? degli investimenti ed al costo di impianto delle forme organizzative efficienti. Le entrate potenziali ed i prodotti sostitutivi segnalano all&#8217;impresa la possibilit? di cambiare assetto organizzativo, cercandone uno pi? efficiente. Bisogna anche considerare i sindacati, le caratteristiche comportamentali e tecniche dei lavoratori, le aziende di credito e l&#8217;amministrazione pubblica. Il grado di OGGETTIVITA&#8217; dell&#8217;ambiente Quando il manager agisce, lo fa in risposta non all&#8217;ambiente, ma alla sua rappresentazione che ha in mente. Questo vuol dire che la percezione dello stesso ambiente pu? variare notevolmente a seconda di chi lo osserva DISTORSIONE del processo decisionale (anche a livello strategico). Accanto a distorsioni derivanti dalla razionalit? limitata ci possono essere incongruenze introdotte volontariamente (possedere informazioni = potere)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://italk2much.com/document-2040-organizzazione-aziendale-4.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Organizzazione aziendale 2</title><link>http://italk2much.com/document-1962-organizzazione-aziendale-2.html</link> <comments>http://italk2much.com/document-1962-organizzazione-aziendale-2.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 22 Oct 2008 00:10:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Lika</dc:creator> <category><![CDATA[Appunti]]></category> <category><![CDATA[aziendale]]></category> <category><![CDATA[Organizzazione]]></category><guid isPermaLink="false">?p=5916</guid> <description><![CDATA[Riassunto del capitolo 6 di un testo di organizzazione aziendale: i modelli positivi, la struttura burocratica. (documento doc 6 pagg.) Anteprima dell&#8217;appunto II VI. I MODELLI POSITIVI Pag. 149 La struttura burocratica (Max Weber) &#8211; STORICISMO: l&#8217;apparato amministrativo-burocratico ? visto come superamento delle forme amministrative tradizionali: bisogna sempre mantenere uno stretto collegamento tra [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Riassunto del capitolo 6 di un testo di organizzazione aziendale: i modelli positivi, la struttura burocratica. (documento doc 6 pagg.)<br /> Anteprima dell&#8217;appunto</p><p> II VI. I MODELLI POSITIVI Pag. 149 La struttura burocratica (Max Weber) &#8211; STORICISMO: l&#8217;apparato amministrativo-burocratico ? visto come superamento delle forme amministrative tradizionali: bisogna sempre mantenere uno stretto collegamento <span id="more-1962"></span>tra analisi teorica delle forme di organizzazione ed esame delle condizioni storiche, politiche e culturali in cui queste si sono manifestate. &#8211; RAZIONALITA&#8217;: per &ldquo;impresa&rdquo; si intende un agire continuativo diretto ad uno scopo, mentre per &ldquo;gruppo di impresa&rdquo; un&#8217;associazione fornita di un apparato amm.tivo che agisce continuamente in vista di uno scopo. Quindi l&#8217;apparato ? un mezzo in vista del conseguimento di un fine: ha alla base un certo tipo di potere. &#8211; POTERE: E&#8217; la possibilit? di trovare obbedienza. Si divide in: potere tradizionale (legittimit? fondata su antichi e dimenticati poteri di signoria: relazione signori/sudditi); potere carismatico (leggittimato dalle capacit? che i membri di un gruppo riconoscono al capo) potere razionale-legale (legittimato da una serie di norme astratte stabilite in un gruppo sociale, norme che stabiliscono anche i limiti del comando) Weber indica la struttura gerarchica (semplice) come il mezzo migliore per raggiungere una buona rapidit? di reazione dell&#8217;amministrazione di fronte alle situazioni del momento. Dalla formalizzazione, poi, derivano specializzazione e competenza, che rendono pi? efficiente il lavoro. &ldquo;La burocrazia ha la tendenza di accrescersi mediante la competenza acquisita nel servizio, cio? mediante le conoscenze apprese negli anni&rdquo; Quindi l&#8217;organizzazione burocratica sarebbe una macchina capace di apprendere visione dinamica importantissima! La verifica empirica delle caratteristiche della burocrazia Stanley Udy Le caratteristiche base di Weber diventano qui variabili: Struttura gerarchica dell&#8217;autorit? Staff amministrativo specializzato (che si occupa di attivit? diverse dalla produzione fisica) Sistema di ricompensa differenziato (in base al ruolo ricoperto) Elemento &ldquo;burocratico&rdquo;; Obiettivi limitati Enfasi posta sulla prestazione Partecipazione segmentata (da parte dei membri dell&#8217;organizzazione) Sistema di ricompense Elemento &ldquo;razionale&rdquo;, specificamente riguardanti le relazioni tra input ed output. Udy conclude che burocrazia e razionalit? tendono ad essere mutuamente inconsistenti all&#8217;interno della stessa organizzazione formale. Devono perci? esistere meccanismi di aggiustamento tra le due classi, di tipo pi? processuale che strutturale, per arrivare all&#8217;efficienza. Richard Hall ricava anche lui da Weber 6 variabili, e si chiede se queste variabili (viste nella forma binaria &ldquo;presente/assente&rdquo;) contengano tutti i fenomeni dell&#8217;organizzazione. La risposta ? &ldquo;no&rdquo;, perch? bisogna considerare anche l&#8217;intensit? Udy Riprende il problema dell&#8217;ampiezza del controllo; considerando 5 subordinati per ogni capo, cerc? di vedere se diversi livelli di complessit? tecnica potevano</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://italk2much.com/document-1962-organizzazione-aziendale-2.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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